Abstract (Italiano)
Il concetto di senso comune occupa una posizione centrale nella tradizione sociologica, ma viene frequentemente interpretato come un patrimonio di conoscenze condivise, un insieme di credenze diffuse o un repertorio culturale disponibile agli individui. L’etnometodologia propone una prospettiva radicalmente diversa: il senso comune non deve essere concepito come un insieme di contenuti cognitivi, ma come un insieme di metodi pratici attraverso cui i membri di un gruppo producono continuamente l’intelligibilità del mondo sociale. Attraverso un dialogo tra Alfred Schütz, Harold Garfinkel, Harvey Sacks e Wes Sharrock, il lavoro ricostruisce il ruolo del ragionamento pratico, della Membership Categorization Analysis (MCA) e delle inferenze ordinarie nella produzione dell’ordine sociale. Il contributo propone infine una riflessione sul rapporto tra tali processi e i sistemi contemporanei di intelligenza artificiale generativa, mostrando come la competenza sociale dei membri di un gruppo non possa essere ridotta alla sola elaborazione statistica del linguaggio. L’articolo si conclude proponendo una definizione del senso comune come metodo generale di produzione della realtà sociale.
Abstract (English)
The concept of common sense occupies a central place in sociological theory, yet it is frequently understood as a body of shared knowledge, a set of widely held beliefs, or a cultural repertoire available to individuals. Ethnomethodology offers a radically different perspective, arguing that common sense should not be conceived as a collection of cognitive contents but rather as a set of practical methods through which members continuously produce the intelligibility of the social world. Drawing on the work of Alfred Schütz, Harold Garfinkel, Harvey Sacks, and Wes Sharrock, the article reconstructs the role of practical reasoning, Membership Categorization Analysis (MCA), and everyday inference in the production of social order. It further examines the relationship between these processes and contemporary generative artificial intelligence systems, arguing that members’ social competence cannot be reduced to the statistical processing of language alone. Finally, the article proposes a definition of common sense as the general method through which social reality is continuously produced.