Abstract (Italiano)
La User Experience (UX) si è affermata come uno dei principali paradigmi per la progettazione di prodotti e servizi digitali. Parallelamente alla sua diffusione, tuttavia, il termine ha assunto significati sempre più eterogenei, venendo frequentemente assimilato alla progettazione delle interfacce o alla sola usabilità. Il presente contributo propone una rilettura critica dell’evoluzione teorica della UX attraverso un’analisi comparata delle principali definizioni della letteratura internazionale e dei contributi provenienti dallo Human-Centered Design e dalla fenomenologia dell’esperienza. In particolare, vengono discussi gli apporti teorici di Donald Norman, Jakob Nielsen, Marc Hassenzahl, John Dewey e della norma ISO 9241-210, evidenziando il progressivo superamento di una concezione esclusivamente funzionale dell’interazione uomo-computer. L’articolo sostiene che la UX non debba essere interpretata come semplice progettazione dell’interfaccia né come estensione del concetto di usabilità, ma come disciplina relazionale orientata alla progettazione delle condizioni che favoriscono la costruzione di esperienze significative all’interno di ecosistemi socio-tecnici complessi.
Abstract (English)
User Experience (UX) has progressively become one of the leading paradigms for the design of digital products and services. At the same time, however, the concept has acquired increasingly heterogeneous meanings and is often reduced to interface design or usability alone. This paper offers a critical reinterpretation of the theoretical evolution of UX through a comparative analysis of the main definitions proposed in the international literature, integrating perspectives from Human-Centered Design and the phenomenology of experience. Particular attention is devoted to the contributions of Donald Norman, Jakob Nielsen, Marc Hassenzahl, John Dewey, and the ISO 9241-210 standard, highlighting the progressive shift beyond a purely functional view of human-computer interaction. The paper argues that UX should not be understood as interface design or merely as an extension of usability, but rather as a relational discipline aimed at designing the conditions that enable meaningful experiences to emerge within complex socio-technical ecosystems.